domenica 21 aprile 2013

Olio!

Olio!

Spiaggia, sole alto, temperatura ben al di sopra dei quarantadue gradi. Bacardi breezer gusto lime ghiacciato e le sue leggere mani! Si insinuano, accarezzano la pelle, il mio corpo, ogni singolo centimetro col suo olio. Sembra una massaggiatrice esperta ed invece è lei…la mia lei.

Lei è come l’olio che mi massaggia e prende possesso della mia pelle, il mio corpo. Indifferenti agli occhi curiosi dei vicini di palma che vorrebbero carpire i segreti di quella fantastica intimità espressa nel tocco sensualissimo delle sue mani, delle dita che si muovono con fermezza, decisione e con fare lascivo. Il tutto è come acqua che ti disseta, vento fresco che ti da sollievo, sole che ti riscalda. Che ti riscalda il viso, l’anima ed il corpo. Tutto stupendo, piacevole, infinito. Attimi che si vorrebbe fermare come quando con una reflex si fissa l’obiettivo e click…fermo immagine emozione indefinita, indissolubile.

Mi giro intorno e osservo, guardo assaporo il tempo, la calura, l’acqua trasparente e cristallina che ti mostra un fondale di tutto rispetto, fatto di pietre e non di inutile sabbia. Pietre diverse, colorate che ti donano la vita solo a guardarle. Le raccolgo, ne sono a centinaia, grandi e piccole, diverse l’una dall’altra. Sono affascinanti, donano con il riflesso della luce un colore insolito, particolare, decisamente esotico. Ma non sono in una spiaggia di Rio, bensì in Italia, la mia amata terra. Ho sempre amato trovare, studiare, scorgere e conoscere luoghi che ti incantano il cuore e che ti danno gioia e libertà negli occhi che possono guardare. Luoghi che ti fanno stare bene, ti aprono quel mondo, quella porta che ogni giorno dovrebbe aprirsi per regalarti la felicità.

Sorridere per un dolce far niente. Mi asciugo, mi abbronzo, mi faccio un nuovo drink, respiro a pieni polmoni questa sensazione di benessere e di onnipotenza, poi guardo la sabbia. La guardo, la ammiro, cerco di carpire il suo fascinoso segreto. Sabbia grigia, mix perfetto come solo la vita ti da e ti permette di cogliere determinate emozioni interiori.

Poi guardo bene, forse mi ero distratto da questo sfondo da cartolina. E di nuovo la vedo in tutto il suo splendore. Lei mi guarda, mi sorride, mi squaglia col suo famelico, dolce e indimenticabile sguardo. Noto un’altra cosa, che mi fa battere tutto d’un tratto il cuore. Sto scrivendo su di lei, scrivo di lei, parlo di lei. Scrivo con un pennarello indelebile, sul suo corpo vestito di un minuscolo costume “rosa”. Il mio pennarello è il mio dito che accarezza tutto ciò che di più bello si possa conoscere o vedere!

Mi massaggia le dita dei piedi, scende il costume all’altezza delle natiche, e affonda le mani sul mio fondoschiena…

Tocca che è un piacere, maneggia i miei glutei avvolgendoli con quell’olio divino. Ormai le sue mani sono un tutt’uno con me.  Il desiderio ormai è divenuto calda intesa e quando si verifica siamo pericolosi, molto pericolosi. Nonostante l’afa ed il caldo davvero equatoriale sono i nostri corpi che si scambiano richiami voluttosi, al limite del lecito. Ma noi siamo sempre così. E la nostra passione non viene mai meno ed il desiderio è sempre di più e mai di meno.

In fretta e furia decidiamo che quello non è più il nostro posto, ci aspetta la nostra stanza, il nostro covo del peccato. Impieghiamo davvero poco a raggiungerla per quanto è animalesco e carnale il nostro desiderio di averci senza remore.

Raggiungiamo la stanza che però non è dotata di aria condizionata. Ha solo un normale ventilatore che accendiamo all’istante per cercare un parziale refrigerio per il percorso sostenuto. Ma quello che più ci interessa è soddisfare i più bollenti ed irrispettosi sensi. La prendo tra le mie braccia, le dico che l’amo e l’adoro come nessun’altra. Lei salta e mi circuisce con le sue tornite e lunghe gambe la mia vita. Mi sento bloccato e domato, ma non è così. Voglio dimostrarle se ce ne fosse ancora bisogno cosa provo per lei. Con un caldissimo e devastante bacio la butto sul letto. Mi libero della t-shirt, tolgo i suoi vestiti in pochi secondi lasciandola solo con la mini gonna e le scarpe. Ho una visione quasi celestiale vedendola così. Lei mi ordina di soddisfare tutte le sue fantasie, vuole esaudire tutto ciò di cui abbiamo parlato in spiaggia e nei giorni precedenti, raggiungendo sensazioni di appagamento e desideri incredibili.

La prendo con foga, le mordo i seni, quasi a strapparli via. E capisco dai suoi lamenti che la cosa non le dispiace affatto anzi mi incita a continuare così. Ma io voglio di più e capisco che anche lei oggi è decisamente su di giri come non mai. Mi spinge per terra, siamo vicini alla scrivania. Vuole impossessarsi del mio membro rigido. Mi spoglia mi lascia nudo e lo assapora con una passione inaudita. Ha deciso che oggi la trasgressione prenderà possesso dei nostri corpi, dei nostri istinti. Stando su di me mi autorizza a rendere pan per focaccia il suo trattamento. Non mi tiro indietro, sa che adoro farlo, sa che sono molto bravo, audace, passionale. Però non so ma oggi sento che supererò me stesso. La bacio, la lecco e la penetrò con una foga mostruosa, lei non è da meno. Sembriamo due animali che si sbranano ma nel nostro caso è per il desiderio che i nostri corpi, i nostri respiri procurano l’uno all’altro.

Sento che sta per raggiungere l’apice del piacere, ansima, urla, chiede di non smettere, e chi vuole farlo. Aumento il tutto fino a quando la sento gemere in un modo incredibile, intenso, favoloso.

Mi accorgo mentre raggiunge l’orgasmo che si è verificata una cosa che credevo facesse parte solo di leggende metropolitane raccontate dagli amici più grandi. Accade che il suo orgasmo è uno squirting, questo è il termine tecnico per definirlo. Ricevere questa pioggia di umori mi affascina, mi inebria, mi scatena ancora più desiderio, ormai siamo una cosa unica come tante volte lo siamo…Non smetto anzi continuo per riceverne ancora. Poi decido di donarle tutto il desiderio più caldo che la stanza ci richiede… Mi siedo sulla sedia e la faccio sedere sulla mia eccitazione. La possiedo con immenso piacere, socchiudo gli occhi quasi rido per la sensazione che ci stiamo donando e più spingo e più impazziamo, sudiamo, godiamo. Lei impazzisce sotto il duplice lavoro della mia bocca e della mia sapiente lingua. Dopo l’ennesimo orgasmo ci buttiamo esausti sul letto. Appagati, inebriati, decisamente innamorati. Ci scambiamo coccole e tenerezze ma sappiamo che noi non siamo una coppia che si appaga facilmente. Prende allora il suo olio che sa di cocco, una fragranza che io adoro. Si adopera in un massaggio superlativo, quell’olio mi accarezza, mi affascina, mi entra dentro, si perché le sue dita le infila dappertutto natiche comprese. Raggiungo  consistenza estrema la posseggo ancora ancora e ancora. Ci accorgiamo che ormai dal primo pomeriggio sono le due di notte e fa ancora caldo. Ci impieghiamo meno di cinque minuti e siamo giù in strada nel cuore della notte. Abbiamo voglia di guardarci, di baciarci, di toccarci, di mangiare un gelato prima e una granita poi… Passeggiamo mano nella mano e ci sentiamo meravigliosamente su di giri. Ci basta uno sguardo per accenderci di nuovo ormai siamo terribili, ogni volta è sempre più coinvolgente e passionale. Ci sediamo su una panchina in un parco dove stranamente e finalmente troviamo refrigerio. Lei salta a cavalcioni su di me, io le mordo i lobi, la bacio le libero i seni prorompenti che non aspettano altro che il mio viso in mezzo. E io le onoro, le do tutto ciò che desiderano mentre ancora una volta sono dentro di lei, scivolo dentro veloce…

Siamo come quell’olio, noi siamo l’olio, sabbia, mare, e tutto ciò che desideriamo…

 

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